ABBATTERE GLI ALBERI IN CITTÀ È GIUSTO O SBAGLIATO?

È giusto abbattere gli alberi in città?

ABBATTERE GLI ALBERI IN CITTÀ È GIUSTO O SBAGLIATO?

L’abbattimento degli alberi nelle città:
piccola guida tecnica per non professionisti

Questo post è dedicato ai non professionisti della gestione degli alberi che vogliono chiarirsi un po’ le idee sugli abbattimenti degli alberi tanto discussi ultimamente.

Gli abbattimenti degli alberi in città sono legali?

La legalità o meno degli abbattimenti in Italia non è facile da capire, perché – incredibile ma vero – non abbiamo una legge nazionale sul verde urbano, quindi ogni comune decide di legiferare come crede.

Ci sono comuni che non hanno un regolamento comunale del verde, e nei quali vige il far west. Altri comuni hanno regolamenti severissimi, che nessuno fa rispettare (a volte gli stessi comuni non rispettano i propri regolamenti). Altri ancora hanno regolamenti ottusi, che non consento un rinnovo degli alberi nemmeno quando è auspicabile (favorendo così gli abbattimenti illegali).

La confusione e la mal informazione regnano sovrane.

Ma indipendentemente dalla legalità degli abbattimenti, vale la pena di fare un discorso sia etico che tecnico sulla loro legittimità.

Vi propongo alcune informazioni di base, fatti accertati che aiutano a farsi un’opinione.

Gli alberi sani fino a 70 anni di vita sono quelli che danno i maggiori servizi all’ambiente urbano.
I servizi di cui parlo sono l’abbassamento della temperatura al suolo mediante la traspirazione, il sequestro di anidride carbonica e il trattenimento delle polveri sottili.

La città è un ambiente generalmente ostile agli alberi, quindi alberi che in natura hanno un’ aspettativa di vita di 300 o 400 anni ed oltre, in città a 80 anni spesso sono già vecchi, soprattutto quando sono radicati in zone molto pavimentate come i viali stradali. Per questo la gestione degli stessi diventa molto più costosa perché va valutata la loro stabilità più frequentemente e vanno potati più frequentemente.

Gli alberi centenari o pluricentenari offrono anch’essi preziosi servizi ambientali ma diversi da quelli degli alberi giovani: sono dei beni culturali, ci tramandano ricordi delle generazioni precedenti e di eventi storici, ci ricordano quanto siamo piccoli esseri effimeri (che ogni tanti ci fa bene) ed offrono maggiori interazioni con gli altri viventi: “non c’è niente di più vivo di un albero morente” come dicono tanti autori e divulgatori scientifici. Funghi, insetti, uccelli, mammiferi e chi più ne ha più ne metta se la spassano tra le loro cavità e il loro legno degradato.

La mala gestione è la principale causa degli abbattimenti

Ognuna di queste operazioni può accorciare tantissimo l’aspettativa di vita di un albero: acquisto di alberi di bassa qualità, messa a dimora di specie sbagliate per quell’ambiente, mancate cure nei primi 10/15 anni di sviluppo, potature incompetenti volte solo a gestire la dimensione senza nessuna conoscenza biologica dell’albero.

  • La gestione del verde ornamentale nelle città come la gestione di qualsiasi altra cosa pubblica ha un budget di spesa, chi più amplio chi più ristretto ma tutte le amministrazioni devono fare di conto con i soldi che noi gli diamo con le tasse.
  • La presenza di alberi in città porta dei rischi più o meno gestibili e più o meno accettabili. A volte non sono più accettabili, ad esempio un pino a cui sono state tagliate le radici a poca distanza dal tronco per scavi di fognature, scavi di impianti elettrici , rifacimento manto stradale e altre sevizie, anche se è ancora verde può essere una bomba ad orologeria che non vorreste esploda sulla vostra testa.A volte invece la percezione dei rischi portati dagli alberi nella nostra vita è completamente sballata. Nessuno prende in considerazione di smettere di usare l’auto, anche se in Italia muoiono almeno 9 persone al giorno in incidenti stradali ( dati 2018). Però molti pensano di abbattere l’albero davanti a casa perché pericoloso, anche se la caduta di alberi uccide 10 persone l’anno (invece che al giorno come le auto).La buona notizia è che esistono le valutazioni di stabilità, nessuno può prevedere il futuro , un valutatore di stabilità non può sapere se il vostro albero sarà colpito da un fulmine o spazzato via da una tormenta da 200km/h orari, ma di certo saprà dirvi se il rischio che genera il vostro albero è “normale” e come per la stragrande maggioranza degli alberi è inferiore ai benefici che vi porta. Le valutazioni di stabilità hanno un costo e hanno una durata medio breve (2/5 anni), quindi non si fanno per togliersi uno sfizio ma quando un arboricoltore dopo un sopralluogo valuta che ci siano delle avvisaglie di possibile instabilità.

Abbattere gli alberi: la mia opinione

Finite le informazioni ora vi do la mia opinione che condivido con tanti colleghi. Volenti o nolenti l’abbattimento di alberi in ambiente cittadino è una cosa necessaria, se non si ha un budget infinito a volte bisogna abbattere alberi malridotti o maldisposti, perché con quello che si risparmia nel non doverli più curare e controllare continuamente , si possono piantare giovani alberi sani e prendersi ottima cura di di tanti altri che hanno le potenzialità per darci ottimi servizi nel futuro.

Ciò non toglie che, in ogni città ci sono alberi che vanno preservati il più a lungo possibile perché beni culturali importanti, perché sono alberi veterani come li chiamano gli inglesi, ma questo purtroppo raramente può succedere per un intero viale stradale, anche se qualche esempio c’è.

Concludo con qualche suggerimento per chi è sensibile agli alberi e vuole fare qualcosa perché si evitino abbattimenti scellerati.

  • Non sposate una causa se non vi siete prima informati molto bene, per esempio un articolo che riporta un calderone di dati , del tipo “100 alberi abbattuti a Roma , 50 a Ravenna , 80 a Milano, 200 a Napoli!” difficilmente è una fonte attendibile. Neanche abbiamo una legge nazionale, accomunare eventi diversi richiederebbe talmente tante fonti da scrivere un romanzo altro che un articolo.
  • Pretendete informazioni sull’accaduto dalle amministrazioni. Quelle virtuose comunicano gli abbattimenti in anticipo e si avvalgono delle consulenze di professionisti , quelle che non comunicano niente e una volta attaccate fanno parlare politici invece che tecnici forse hanno la coda di paglia.

Chi ha a cuore una corretta gestione del verde, parlo sia di professionisti che delle amministrazioni, è sempre più felice di confrontarsi con chi si preoccupa della tutela se pur a volte senza competenze, che non con coloro che chiedono di potare gli alberi pubblici perché gli cadono le foglie nelle grondaie di casa. Gli alberi sono più importanti delle grondaie, e ci sono tanti lattonieri felici di pulirle.

In questo periodo di quarantena un Pino domestico, un Cedro dell’Atlante e un paio di Nespoli giapponesi mi fanno compagnia dal cortile difronte , se non fosse per loro il mio furgone starebbe già sfrecciando illegalmente verso Campigna con una colonna di polizia alla spalle che neanche OJ Simpson .

Viva il verde urbano!

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